Canada Sprint: Max fatica… io crollo sui compiti

Ok, allora. Mancano tipo 8 giorni alla fine della scuola… OTTO. E indovinate? Compiti. Ancora compiti. Tipo Verstappen ieri in Canada: anche lui non era messo benissimo… e io lo capisco fin troppo bene.

Ho visto la Sprint Qualifying praticamente mezzo addormentato sul divano, con i quaderni ancora aperti accanto (che mi guardavano male). E Verstappen? Settimo. E appena ha parlato, ho pensato: “Questo sono io.”
Ha detto che non aveva feeling con la macchina, che faceva fatica, che non riusciva a essere costante… UGUALE. Io con i compiti di matematica: un esercizio giusto, uno sbagliato, uno così così… inconsistente totale.

Già dalla SQ1 si capiva che non era giornata. Hamilton davanti, Antonelli fortissimo, e Verstappen lì che comunque teneva botta. Un po’ come quando inizi i compiti e dici “ok dai, ce la faccio”. Poi arriva la SQ2… e boom: problemi.
Lui si lamenta del grip al posteriore, io mi lamento del grip della penna sul foglio perché la mano non risponde più. Stessa cosa.

In SQ2 è passato per miracolo, nono e lontanissimo. Io uguale quando finisco i compiti all’ultimo secondo prima di cena, senza sapere bene come ho fatto. E poi SQ3, gomme Soft, tutti migliorano… tranne lui che resta settimo.
Io quando provo a rileggere i compiti per migliorare: peggioro.

Russell pole, Antonelli secondo, McLaren in seconda fila… tutti che vanno forte. Verstappen invece mezzo secondo dietro e senza feeling. E io mezzo secondo lontano dal crollare sul quaderno.

La cosa che mi ha fatto ridere (ma anche piangere dentro) è quando ha detto: “Non sono sorpreso.”
Ecco, nemmeno io. Non sono sorpreso di essere distrutto. Non sono sorpreso di avere ancora compiti a 8 giorni dalla fine. Non sono sorpreso che il mio cervello sia in modalità “low grip”.

Adesso lui spera di migliorare per le qualifiche vere.
Io spero di sopravvivere fino all’ultimo giorno di scuola.

E niente… Verstappen parte settimo.
Io parto da un altro pomeriggio di compiti.
E siamo entrambi in difficoltà.