Stamattina ero lì con lo zaino mezzo aperto sul letto, mia mamma che diceva “Sebastian muoviti che si parte per andare dai nonni”, e io che cercavo di capire se avevo messo dentro tutto… o solo le cose inutili tipo il caricabatterie senza il telefono (classico mio).
Mentre infilavo dentro una felpa (che tanto non metterò mai) pensavo a una cosa: io parto per andare dai nonni… e Max Verstappen invece parte per il Miami Grand Prix. Io autostrada con panini, lui aerei, pista e tutta la squadra. Direi che siamo leggermente su due mondi diversi.
Prima di partire, lui è tornato in pista al Silverstone Circuit per un filming day. Ha detto che dopo un po’ di pausa è stato bello rimettersi in macchina, rivedere tutti e riabituarsi alla velocità della Formula 1. Io invece dopo una pausa devo solo riabituarmi a svegliarmi presto… che è già difficilissimo.
La cosa che mi ha colpito è che lui ha detto che in realtà non è stata davvero una pausa. Il team ha continuato a lavorare tantissimo per capire cosa migliorare sulla macchina. Tipo quando io dico che “studio”… ma in realtà penso ai videogiochi. Loro invece lavorano davvero.
Per il weekend di Miami è anche super curioso: vuole vedere se riusciranno ad avvicinarsi ai primi tre team. Io invece voglio vedere se riesco ad arrivare dai nonni senza che mia mamma dica almeno 10 volte “hai preso tutto?”.
Ah, e poi userà anche un casco speciale per la gara. Cioè, lui cambia casco… io per il viaggio cambio solo posto in macchina quando mi stufo.
Comunque mentre chiudo lo zaino penso che in fondo è un po’ la stessa cosa: io parto per una mini avventura dai nonni, lui per una gara importante dall’altra parte del mondo. Solo che io ho dentro i compiti e magari qualche snack… lui dentro ha tutta la voglia di andare più forte e migliorare la macchina.
Se tutto va bene, io torno con qualche biscotto in più… e lui magari torna con qualche punto in più al mondiale.
