WEC – Imola, eccomi di nuovo: questa volta provo a raccontarla davvero (sul serio)

Dal 17 al 19 aprile si torna all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari per la FIA WEC 6 Hours of Imola 2026, la gara che apre il Mondiale Endurance.
Per tanti è “andiamo a vedere le macchine”. Per me è tipo… tornare in un posto che già conosco, ma ogni volta con qualcosa in più da capire.

Perché sì, a Imola ci sono già stato. Ho già fatto foto, ho già provato quella sensazione quando passano le Hypercar e senti proprio l’aria che si muove. Però questa volta cambia tutto.
Venerdì non vado solo a guardare: vado per fare foto e per provare davvero a fare il giornalista.

La cosa che mi carica di più è il paddock.
Perché lì non sei più uno spettatore qualsiasi. Sei dentro. Vedi tutto da vicino: i meccanici che lavorano velocissimi, le macchine smontate, i computer collegati ovunque… e ogni tanto qualcuno accende una Hypercar e ti prende un colpo perché il rumore è pazzesco.

E io lì non voglio stare fermo a guardare.
Voglio girare, osservare, cercare quei momenti che magari gli altri non notano. Tipo un dettaglio sulla macchina, un meccanico concentrato, un pilota che si prepara prima di salire in macchina.
E provare a raccontarlo con una foto.

Ma non solo foto.
Quest’anno voglio provare anche a fare una cosa che mi mette un po’ in ansia (ma anche tanta voglia): provare a fare qualche domanda ai piloti. Anche solo una. Anche veloce. Però provarci davvero.

In pista ci saranno 14 Case tra Hypercar e LMGT3, quindi tantissime macchine diverse e super veloci.
Io spero di vedere da vicino piloti come Antonio Giovinazzi, Antonio Fuoco e Alessandro Pier Guidi.
Cioè, gente che fino a poco tempo fa vedevo solo in TV… e adesso potrei averli davanti. Fa un certo effetto.

La pista di Imola poi è una di quelle “vere”.
Non è larga e facile: è stretta, con curve difficili e pochi errori concessi. Le Hypercar arrivano a più di 300 km/h e in un giro fanno un sacco di cambi marcia. E in gara devono anche gestire il traffico con le altre categorie… quindi non è solo andare forte, è proprio una sfida continua.

E poi c’è tutta la parte fuori dalla pista.

Dentro l’autodromo c’è una Fan Zone enorme.
Ci sono i simulatori (dove ovviamente voglio provare a fare il tempo migliore possibile), stand, esposizioni e anche cose per bambini e famiglie.
C’è pure la ruota panoramica gratuita per vedere tutta la pista dall’alto, e secondo me da lì capisci davvero quanto è complicato il circuito.

Durante il weekend ci sarà anche musica, eventi, e momenti particolari tipo il sorvolo del circuito con la bandiera italiana. Insomma, non è solo una gara… è proprio un evento gigante.

Io venerdì voglio fare tutto.
Scattare più foto possibili, cercare il momento giusto, provare a raccontare qualcosa di vero. E magari, anche se con un po’ di paura, avvicinarmi a un pilota e fare una domanda.

Perché alla fine è questo che voglio fare davvero:
non solo vedere le gare… ma viverle e raccontarle.

E Imola, ancora una volta, è il posto perfetto per farlo.