Dal paddock del WEC alla voglia di crescere: la mia Imola

Come vi avevo anticipato, una settimana fa proprio a quest’ora ero in giro per il paddock della 6 Ore di Imola, la prima gara del mondiale endurance. E vi dico una cosa: è stata una di quelle giornate che ti restano in testa per tantissimo tempo.

Ci sono andato con mio papà, che era lì accreditato come giornalista e fotografo. Durante le pause, quando in pista non c’era attività, ha deciso di dedicarmi un po’ del suo tempo e portarmi con lui nel paddock. Mi spiegava tutto: cosa facevano i meccanici, come lavoravano i team, come si muovevano i piloti e quanto fosse importante ogni dettaglio. Sembrava di essere dentro un altro mondo.

Ma non c’è stato solo il paddock. Ho girato praticamente tutto l’autodromo: dalla tribuna Gresini alla Tosa, fino alla mitica Rivazza, passando per le stradine che costeggiano il circuito, il Tamburello e ovviamente la tappa obbligatoria alla statua di Ayrton Senna.

Lì è stato davvero speciale. Mio padre mi ha raccontato che lui, quando era piccolo, era lì con suo papà, quindi con mio nonno, quel primo maggio del 1994. Sentirlo raccontare quei momenti è stato fortissimo. Mi ha trasmesso tutte le sue emozioni e sembrava quasi di vivere quel pezzo di storia insieme a lui.

Tornando al WEC, ho avuto la possibilità di incontrare tantissimi piloti: Antonio Giovinazzi, Antonio Fuoco, Sébastien Bourdais — che ha corso in Formula 1, Formula E, IndyCar e oggi è uno dei nomi più importanti in Cadillac Racing — e tanti altri. Ma la vera ciliegina sulla torta è stata incontrare Frédéric Vasseur.

Botta di fortuna clamorosa e felicità totale. Perché sì, lo ammetto: prima di tutto sono un grandissimo tifoso Ferrari.

Una cosa che mi ha colpito tantissimo è stata anche la zona Legends of Le Mans. Prima di tutto perché quelle macchine sono dei mostri veri. Mostri bellissimi. Auto che hanno fatto la storia e che dal vivo fanno ancora più impressione. La cosa più bella? I box erano accessibili a tutti, quindi potevi davvero avvicinarti e guardarle da vicino. Una sensazione incredibile.

Però attenzione: non ero lì solo per emozionarmi. Ero lì anche per una missione importantissima… fare foto!

Con la mia Canon EOS 7D e il mio 18-200mm ho scattato più di 1500 foto. Troppe? Ma quando mai. Io direi decisamente troppo poche! Hahahah.

Devo essere sincero però: qualche errore l’ho fatto. Le macchine fotografiche più sono professionali e più sono complicate da usare. Quasi tutte le foto fatte dalla tribuna della Tosa erano sottoesposte, e il problema è che non me ne ero accorto subito. Durante gli spostamenti tra una tribuna e l’altra avevo toccato alcune impostazioni senza volerlo.

Però oh… sono del 2015, potete anche perdonarmi un errore del genere!

Comunque a breve pubblicherò una gallery separata con tutte le foto migliori, quindi preparatevi.

È stato davvero un venerdì intenso. Purtroppo mio papà era lì soprattutto per lavoro, quindi non ho potuto rubargli tutto il tempo che volevo. Inoltre il sabato e la domenica, per colpa degli impegni scolastici, sono dovuto restare a casa.

Ma non posso assolutamente lamentarmi.

Anzi, ho la sensazione che piano piano mio padre farà sempre meno foto da accreditato per dedicarsi sempre di più a insegnarmi tutti i suoi trucchi, così da aiutarmi a migliorare sempre di più.

E chissà… magari un giorno, quando sarò maggiorenne, sarò io quello lì in pista.

La gara vista in TV: Toyota si prende la rivincita

Domenica poi mi sono guardato la gara in TV e devo dire che è stata super interessante. La Toyota #8 ha fatto una gara davvero fortissima e alla fine si è presa la vittoria davanti alla Ferrari #51. La Rossa ci ha provato fino alla fine, ma la Toyota aveva un passo migliore e soprattutto una strategia box perfetta.

La Ferrari #51 con Pier Guidi, Calado e Giovinazzi ha chiuso seconda, mentre terza è arrivata l’altra Toyota, la #7. Peccato per la Ferrari #50 che invece ha avuto più difficoltà e non è riuscita a lottare davvero per il podio.

Nella LMGT3 invece è successo di tutto: la McLaren #10 sembrava avere la vittoria in tasca, ma a mezz’ora dalla fine si è fermata per un problema tecnico. Così la BMW #69 del Team WRT si è presa una vittoria bellissima e super meritata.

Insomma: Imola mi ha regalato emozioni vere, sia dal vivo che davanti alla TV. E sinceramente… adesso ho ancora più voglia di tornare in pista.